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DOI 10.1704/3250.32195 Scarica il PDF (333,7 kb)
Boll SIFO 2019;65(5):323-325



Health for all: le strategie
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Chiara Lamesta, Roberto Langella, Mariarosanna De Fina, Francesco Brera, Sophia Campbell Davies

Area Giovani SIFO

Nel 1977, l’Assemblea Mondiale della Sanità stabilì che il principale obiettivo sociale dei governi e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sarebbe stato il raggiungimento da parte della popolazione mondiale di un livello di salute che avrebbe consentito loro di condurre una vita socialmente ed economicamente produttiva.

Nel 1981, l’Assemblea ha adottato all’unanimità una strategia globale per la salute portando alla nascita del movimento “Health for All-Salute per tutti”. Gli stati membri della regione europea dell’OMS hanno creato un database denominato Health for All (HFA), una delle più antiche banche dati dell’OMS: raccoglie informazioni riguardanti gli indicatori che determinano gli obiettivi di sostenibilità. I dati HFA sono compilati da varie fonti e vengono forniti da enti nazionali ed organizzazioni partner come l’ufficio statistico dell’Unione Europea (Eurostat). Il database di indicatori sul sistema sanitario e sulla salute in Italia è strutturato in maniera tale da poter essere interrogato dal software HFA fornito dall’OMS adattato alle esigenze nazionali. Nella nuova versione è stata inserita una nuova sezione sulla contraccezione all’interno del Gruppo 4 (che quindi è stato rinominato in Prevenzione e contraccezione).

Sono state aggiornate le serie storiche delle seguenti sezioni,1 o parte di esse:

– Gruppo 1: Contesto socio-demografico;

– Gruppo 2: Mortalità per causa;

– Gruppo 3: Stili di vita;

– Gruppo 4: Prevenzione e contraccezione;

– Gruppo 5: Malattie croniche e infettive;

– Gruppo 6: Limitazioni funzionali e dipendenze;

– Gruppo 7: Condizioni di salute e speranza di vita;

– Gruppo 8: Assistenza sanitaria;

– Gruppo 9: Attività ospedaliera per patologia;

– Gruppo 10: Le risorse sanitarie.

Secondo l’OMS, “health for all” non mira al debellamento di malattie o disabilità, ma punta a distribuire uniformemente le risorse per la salute affinché l’assistenza sanitaria possa essere accessibile a tutti. Di conseguenza, l’incremento delle campagne di informazione sono utilizzate come un valido strumento per garantire approcci efficaci nella prevenzione e nella gestione di malattie e disabilità. Garantire una copertura sanitaria universale sostenibile (evitando l’impoverimento degli Stati) è la base da cui partire per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS).2 Nonostante i significativi progressi in termini di salute globale di qualità della vita negli ultimi anni, a livello mondiale, circa 400 milioni di persone, non hanno accesso ai servizi sanitari essenziali. Laddove accessibile, l’assistenza resta comunque troppo spesso frammentata o di scarsa qualità, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.3 Dai dati riportati dall’OMS, si evince come:

5 milioni di persone non ricevono il necessario trattamento contro la tubercolosi;

17 milioni di persone non ricevono il necessario trattamento contro l’HIV/AIDS;

20 milioni di bambini non sono vaccinati contro difterite, tetano e pertosse;

204 milioni di donne non hanno accesso a servizi di pianificazione familiare;

1 miliardo e 100 milioni di persone vivono con l’ipertensione fuori controllo;

2,3 miliardi di persone sono prive di servizi igienici basici.

Pertanto, una delle priorità dell’OMS è sostenere le autorità sanitarie nazionali per rafforzare l’erogazione di servizi e sistemi di informazione sanitaria, formare personale sanitario, attuare politiche volte a garantire la copertura sanitaria, compresa l’assistenza sanitaria psichiatrica. La sfida è oggettivamente ardua poiché non è possibile applicare un approccio unico per tutti i Paesi, dovendo soddisfare le esigenze specifiche delle singole realtà. Pertanto è necessario coadiuvare il processo di condivisione delle raccomandazioni e delle politiche sanitarie tra nazioni, favorendo in tal modo processi di sviluppo sostenibile.

Nel 2016 l’OMS ha lanciato e creato l’Universal Health Coverage Data Portal, un sito-web dedicato alla visualizzazione interattiva dei dati sulla copertura sanitaria universale al fine di tracciare i progressi fatti nel mondo verso il raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) fissato per il 2030. Particolarmente rilevante risulta l’obiettivo n. 3: “Achieve universal health coverage, including financial risk protection, access to quality essential health-care services and access to safe, effective, quality and affordable essential medicines and vaccines for all”.4

Alcuni di questi obiettivi sono stati raggiunti parzialmente, ma restano ancora incompleti in molti Paesi, tra cui gli USA, dove il diritto alla salute non è garantito costituzionalmente.

Il dr. Tedros, Direttore Generale dell’OMS dal 2017 ha affermato che: “Il diritto di accesso ai servizi sanitari di base per ogni individuo sarà la mia massima priorità”.

Il 2019 è l’anno della “Universal health coverage: everyone, everywhere” (copertura sanitaria universale: per tutti, ovunque), una campagna promossa dall’OMS. Il 23 settembre 2019, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha organizzato un evento dal titolo “Copertura sanitaria universale: muoversi insieme per costruire un mondo più sano”. Scopo dell’iniziativa è accelerare il processo verso una copertura sanitaria pubblica universale (UHC), che comprenda l’accesso a servizi sanitari di qualità e l’accesso a vaccini e medicinali salvavita efficaci. Il raggiungimento di una copertura sanitaria universale, richiederà un impegno globale, che affronterà anche problematiche e contrasti nei diversi contesti sociali, economici e politici, al pari di quanto attualmente si sta compiendo sul fronte ecologico ed ambientale.

Per tali ragioni, sta sviluppandosi un nuovo modo di intendere la pratica medica: ad oggi si parla di medicina “people-centeredness”:mettere i pazienti al centro dei sistemi sanitari (non più le patologie) rendendoli attivamente partecipi alle fasi di presa in carico e di cura.5

Questo nuovo modo di concepire il Servizio Sanitario incentrato sull’individuo ha lo scopo di responsabilizzare i pazienti e combattere la frammentazione del Servizio Sanitario tra i Paesi membri dell’Unione Europea, favorendo un coordinamento più efficace ed una maggiore collaborazione assistenziale, al fine di fornire servizi sanitari in linea con le esigenze della popolazione. In questo scenario, gli operatori sanitari rivestono un ruolo cruciale nelle fasi di educazione ed informazione.

Ricordiamo che la salute è un diritto umano e che tutti dovrebbero ricevere informazioni trasparenti, servizi socio-assistenziali etici, di valore e che puntino alla qualità e al benessere dell’individuo.

Il progetto “Health for all” vuol dimostrare anche questo: i sistemi sanitari, se orientati alle esigenze delle persone e delle comunità, sono più efficaci, costano meno e migliorano la qualità delle cure.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

1. Consultato sito il il 01/10/2019 https://www.istat.it/it/archivio/14562.

2. Hogan R. et al. Monitoring universal health coverage within the Sustainable  Development Goals: development and baseline. Lancet Glob Health 2018;6:e152-68.

3. Campaign essential 2019 WHO, consultato sito il 01/10/2019 https://www.who.int/campaigns/world-patient-safety-day/2019/campaign-essentials.

4. World health statistics 2018: monitoring health for the SDGs, sustainable development goals.

5. WHO global strategy on people-centred and integrated health services, WHO reference number: WHO/HIS/SDS/2015.6.

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