TY  -  JOUR
AU  -  Bongiorno, Irene
AU  -  Di Cristina, Liborio
AU  -  Alesiani, Francesco
T1  -  Cardiotossicità del trastuzumab: analisi di una casistica ospedaliera e ruolo 
del farmacista clinico
PY  -  2012
Y1  -  2012-01-01
DO  -  10.1704/1124.12384
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  58
IS  -  1
SP  -  23
EP  -  28
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/1124.12384
N2  -  Riassunto. Il trastuzumab è un anticorpo monoclonale umanizzato indicato nel carcinoma mammario HER-2 positivo. Lo scopo del lavoro è stato valutare gli effetti cardiotossici del trastuzumab in pazienti che hanno ricevuto il trattamento in neoadiuvante/adiuvante. All’interno del reparto di Oncologia dell’Ospedale Vittorio Emanuele II di Castelvetrano, dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Trapani, è stato condotto uno studio sia retrospettivo che prospettico su 24 donne che hanno ricevuto il trastuzumab in trattamento adiuvante da gennaio 2006 ad aprile 2010. Nello studio retrospettivo, condotto su 11 pazienti, la cardiotossicità non è emersa. Invece nello studio prospettico, praticato per 7 mesi su 13 pazienti, è stata rilevata una cardiotossicità sub-clinica, messa in luce con metodiche di tipo strumentale, per sole 2 pazienti che hanno mostrato una importante diminuzione della frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF%). Comunque, la LVEF% al di sopra del 50% ha permesso di continuare la terapia con trastuzumab. Nell’analisi prospettica la valutazione della cardiotossicità si è basata sull’esame ecocardiografico, effettuato prima della somministrazione del trastuzumab e ogni 3 mesi allo scopo di valutare la LVEF%, sull’elettrocardiogramma (ECG) e sulla determinazione dei valori plasmatici, di creatinfosfochinasi-MB (CPK-MB) e di troponina T (TnT), questi ultimi valutati ogni 21 giorni. Non è stata inserita nessuna paziente in trattamento neoadiuvante. I risultati dimostrano, seppure con i limiti di una casistica monocentrica e ristretta, una trascurabile e reversibile cardiotossicità ma anche la necessità di uno stretto monitoraggio clinico multidisciplinare delle pazienti, da effettuare con valutazione strumentale e con parametri biochimici in modo da diagnosticare più precocemente possibile il declino della funzionalità cardiaca. Il ruolo del farmacista ospedaliero emerge proprio nell’attenta valutazione e segnalazione delle tossicità, particolarmente per quanto riguarda i nuovi farmaci a bersaglio molecolare con effetti collaterali diversi da quelli della tradizionale terapia antiblastica.
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