TY  -  JOUR
AU  -  cura di Daniela Scala, A
AU  -  Starace, Antonio
AU  -  Lembo, Loredana
AU  -  De Falco, Ferdinando
AU  -  Niola, Maria
AU  -  Lisi, Rossella
AU  -  De Michele, Fausto
T1  -  Programma di educazione terapeutica al paziente con la sindrome <BR>delle apnee ostruttive nel sonno: risultati preliminari
PY  -  2013
Y1  -  2013-07-01
DO  -  10.1704/1388.15418
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  59
IS  -  5
SP  -  195
EP  -  201
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/06/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/1388.15418
N2  -  Riassunto. L’ U.O.C. di Pneumologia I e Fisiopatologia Respiratoria dell’A.O.R.N. Cardarelli di Napoli ha realizzato un programma di educazione terapeutica al paziente affetto dalla sindrome delle apnee notturne (OSAS) per  migliorare l’aderenza al trattamento di ventilazione meccanica non invasiva (CPAP). Sono stati arruolati, previo consenso scritto, 28 pazienti con prima diagnosi di OSAS ed indicazione alla CPAP. L’intervento educazionale consiste in tre incontri di gruppo: visione di un video con dibattito, focus group e role play, rispettivamente dopo 1, 2 e 3 mesi dalla consegna del  ventilatore. Il focus group è un’intervista di gruppo su argomenti specifici guidata da un moderatore. Il role play è una tecnica di modificazione del comportamento usata anche per fini terapeutici. Per la valutazione sono stati utilizzati il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI), l’Epworth Sleepiness Scale (ESS) e il Short Form Health Survey e scaricate le memorie dei ventilatori al primo incontro, dopo 6 mesi e dopo un anno (in progress). Il programma SPSS versione 19.0 è stato usato per l’analisi statistica. I pazienti sono stati randomizzati in 2 gruppi: il gruppo Intervento (I,13) e il gruppo Controllo (15, C). A 6 mesi il gruppo I mostra un miglioramento del PSQI (p< 0.06), dell’ESS (p<0.001) e di tre degli otto item valutati dal SF-36, ossia delle limitazioni di ruolo legate alla salute fisica  (p<0.03) e allo stato emotivo (p<0.03) e alle attività sociali (p<0.03). Il gruppo registra un aumento del numero di ore/notte di uso della CPAP, anche se statisticamente non significativo. Per quanto riguarda il gruppo C a 6 mesi non riporta differenze statisticamente significative nell’uso della CPAP e nel PSQI, ESS e nel SF-36. Questi risultati, anche se su un numero limitato di pazienti e a breve termine, confermano l’importanza di un approccio centrato sul paziente, e la necessità di adottare nuove strategie che consentano di coinvolgere attivamente  i pazienti.
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