TY  -  JOUR
AU  -  Lo Sapio, Morena
AU  -  Gasperini, Gina
T1  -  Gonadotropine umane vs ricombinanti: la razionalizzazione <BR>dei costi nel trattamento dell’infertilità
PY  -  2013
Y1  -  2013-07-01
DO  -  10.1704/1388.15420
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  59
IS  -  5
SP  -  202
EP  -  205
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/05/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/1388.15420
N2  -  Riassunto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il 15-20% delle coppie nei paesi industrializzati è affetto da problemi di fertilità. Il trattamento dell’infertilità è basato sull’impiego di gonadotropine derivate dalle urine umane o dalla tecnologia del DNA ricombinante. Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) rimborsa il trattamento farmacologico dell’infertilità secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) Nota n. 74. Inoltre, le prescrizioni devono essere rilasciate da Centri specializzati e autorizzati individuati dalla Giunta Regione Toscana. Sebbene le gonadotropine umane e ricombinanti abbiano simili indicazioni terapeutiche, quelle ricombinanti sono molto più costose di quelle umane per ciclo di trattamento. Inoltre nella letteratura internazionale viene riportato che le gonadotropine ricombinanti sui trattamenti dell’infertilità non hanno un vantaggio in termini di efficacia e sicurezza rispetto alle gonadotropine umane. Analizzando i dati dell’Azienda USL7 di Siena negli anni 2010-2012 e considerando le raccomandazioni sulla spesa farmaceutica, si è resa necessaria una revisione della gestione dei trattamenti farmaceutici dell’infertilità al fine di garantire un miglior governo delle risorse. Pertanto, dal momento che i due prodotti non mostrano significative differenze in efficacia e sicurezza, la raccomandazione è di scegliere il farmaco meno costoso al fine di favorire una opportunità di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale.
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