TY  -  JOUR
AU  -  Mittone, Elena
AU  -  Luino, Valeria
AU  -  Riella, Felice
AU  -  Fantozzi, Roberto
T1  -  La continuità assistenziale ospedale-territorio: <BR>il problema delle interazioni tra farmaci nell’esperienza <BR>dell’ospedale San Lazzaro di Alba
PY  -  2014
Y1  -  2014-03-01
DO  -  10.1704/1557.16963
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  60
IS  -  2
SP  -  52
EP  -  58
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/1557.16963
N2  -  Riassunto. L’anziano ospedalizzato, soggetto “fragile”, è una delle categorie più a rischio di sviluppare patologie iatrogene dovute all’interazione tra medicinali. Se da un lato la polypharmacy è giustificata dall’esistenza di comorbidità, dall’altro può comportare un problema poiché passando dall’utilizzo di un singolo farmaco a cinque, la probabilità di incorrere in interazioni tra di essi sale da 1 a 10. Da qui la necessità di monitorare l’appropriatezza prescrittiva da parte del farmacista ospedaliero, nei confronti di questi pazienti. Il progetto nasce con l’obiettivo di valutare, attraverso un’analisi retrospettiva condotta nell’ambito della distribuzione del primo ciclo di terapia dopo dimissione, l’incidenza della politerapia nel paziente anziano e come questa sia correlata all’insorgenza di potenziali interazioni farmacologiche. Tramite il progetto svolto si è cercato di stabilire misure correttive per migliorare la prescrizione dei principi attivi maggiormente responsabili delle interazioni. L’analisi è stata condotta selezionando un campione di pazienti dimessi dai reparti di cardiologia, medicina d’urgenza, medicina generale e lungodegenza (reparti con un elevato numero di utenti anziani e politrattati), aventi in scheda di dimissione un numero di principi attivi prescritti ≥a 5 e un’età ≥ a 65 anni. Sono stati individuati 586 pazienti idonei per lo studio. Mediante il software “Interazioni tra farmaci-Selecta Medica” sono stati analizzati i principi attivi prescritti e, successivamente, si sono approfondite le interazioni aventi maggiore rilevanza clinica per l’ospedale al fine di valutarle ed eventualmente correggerle, comunicando il risultato di quanto ottenuto ai reparti interessati. Dall’ analisi condotta è stato riscontrato che l’ 80,83% dei pazienti provenienti dai reparti analizzati sono politrattati e dunque incorrono in un maggior rischio di interazioni. Concentrandosi sugli utenti anziani si vede che il 78,50% potrebbe andare incontro a reazioni avverse o a insuccessi terapeutici proprio a causa delle potenziali interazioni. Complessivamente sono state rilevate 1606 potenziali interazioni di cui 191 di rilevanza clinica maggiore. Per i reparti sono state realizzate delle schede informative su una selezione di 6 interazioni scelte tra quelle a rilevanza clinica maggiore. In conclusione, avendo condotto uno studio di tipo retrospettivo, il dato ottenuto non è indice di interazioni effettivamente verificatesi, ma ha fornito un valido supporto per contestualizzare e quantificare il fenomeno ed individuare misure correttive. Con il progetto si è inoltre dimostrato come il farmacista ospedaliero possa esplicare un ruolo centrale di collaborazione sinergica con le altre figure professionali per migliorare la continuità assistenziale ospedale-territorio e rendere l’ uso del farmaco più sicuro e corretto.
ER  -   
