TY  -  JOUR
AU  -  Terlizzi, Annamaria Pia
AU  -  Amendolagine, Sabrina
AU  -  Lacaita, Maria Vittoria
AU  -  collaborazione di Maria Ernestina Faggiano, con la
AU  -  Lattarulo, Michele
T1  -  Prevenzione dell’osteonecrosi mandibolare:
non solo bifosfonati
PY  -  2015
Y1  -  2015-07-01
DO  -  10.1704/2006.21676
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  61
IS  -  4
SP  -  146
EP  -  150
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/2006.21676
N2  -  Riassunto. L’osteonecrosi della mandibola (ONM) è una patologia invalidante, infettiva e necrotizzante a carattere progressivo, ancora in fase di approfondimento. Segnalata per la prima volta nel 2002 in pazienti che assumevano bifosfonati, è divenuta nel Settembre 2009 oggetto della raccomandazione Ministeriale n°10. In seguito, pazienti trattati con Denosumab, anticorpo monoclonale somministrato per gli stessi obiettivi terapeutici, hanno manifestato lo stesso evento avverso e pertanto, nel Settembre 2014, è stata pubblicata la Nota Informativa Importante dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Alla luce di queste considerazioni, è stato redatto un questionario con sedici domande da sottoporre ai pazienti in terapia con Denosumab, impostato sulle raccomandazioni della suddetta Nota Informativa. L’attività di counselling, modalità principale di approccio al paziente durante la distribuzione diretta in un policlinico universitario, ha evidenziato l’eventuale presenza di fattori di rischio per l’insorgenza dell’osteonecrosi mandibolare (ONM) e/o ipocalcemia, ha consentito di fornire consigli sui comportamenti più utili per prevenire questi eventuali effetti collaterali, e di conseguenza, ha facilitato una proficua cooperazione tra medici e farmacisti al fine di tutelare la salute del paziente, intesa come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, ai sensi dell’art. 32 della Costituzione Italiana.
ER  -   
