TY  -  JOUR
AU  -  Palmieri, Martina
AU  -  Natali, Sonia
AU  -  Morosi, Vincenza
AU  -  Mancinelli, Emanuela
AU  -  Devito, Carolina
AU  -  Marino, Giulia Maria
T1  -  Monitoraggio della persistenza e dell’aderenza alla terapia<BR>con i Nuovi Anticoagulanti Orali (NAO)
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1704/2156.23312
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  62
IS  -  1
SP  -  14
EP  -  18
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/06/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/2156.23312
N2  -  Riassunto. Negli ultimi anni sono stati immessi in commercio diversi nuovi farmaci anticoagulanti orali (NAO). Questi presentano un’efficacia almeno pari a quella del warfarin nel prevenire l’ictus ed altri eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare (FANV), ma con il vantaggio di un’ampia maneggevolezza data dalla breve emivita, che ne rende però fondamentale l’assunzione regolare al fine di mantenerne adeguati i livelli plasmatici. Obiettivo di questo lavoro è stato fotografare la situazione prescrittiva dei NAO, con indicazione per la FANV, nella ex ZT di Camerino e valutare l’aderenza e la persistenza dei pazienti alla terapia. È stata condotta un’analisi epidemiologica dei pazienti con FANV in trattamento con i NAO, dal momento della loro immissione in commercio fino al 31/12/2014. I dati raccolti sono stati poi utilizzati per una stima dell’aderenza e della persistenza alla terapia. Per valutare la prima sono state messe in relazione, per ogni singolo caso, il numero di compresse totali con i giorni di terapia e considerati aderenti i pazienti con un numero di dosi tali da garantire la copertura di almeno l’80% del periodo di trattamento. Per la persistenza, incrociando il numero di compresse con le date effettive di ritiro del farmaco, sono stati evidenziati i periodi in cui il paziente ne è rimasto sprovvisto; sono stati definiti persistenti i pazienti con una copertura del periodo del 100%. Come evidenziato dai risultati spesso l’aderenza e la persistenza ai trattamenti sono venute meno. Questo potrebbe essere imputabile alla minor frequenza di controlli legata alla terapia con i NAO. Per evitare la perdita dei benefici di questi farmaci, una soluzione potrebbe essere sensibilizzare maggiormente i pazienti alla compliance.
ER  -   
