TY  -  JOUR
AU  -  D’Avino, Antonio
AU  -  Maiolino, Piera
AU  -  D’Aniello, Roberta
AU  -  Sarno, Maria Rosaria
T1  -  Gestione dell’anemia da chemioterapici con epoietine biosimilari, risparmio ed incremento dell’accesso ai trattamenti con farmaci innovativi: modello ipotetico sui consumi dell’Istituto Pascale <BR>dal 2010 al 2014
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1704/2156.23320
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  62
IS  -  1
SP  -  33
EP  -  36
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/06/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/2156.23320
N2  -  Riassunto. Introduzione. I biosimilari sono versioni simili di farmaci biologici brand che sono stati approvati e il cui brevetto è scaduto. I biosimilari hanno una significativa convenienza di costo rispetto ai farmaci brand. Si stima che l’impiego dei farmaci biosimilari, in generale, possa creare risparmi del 25-30%, senza includere una potenziale diminuzione dei prezzi delle epoietine brand. Questo risparmio significativo, a parità di efficacia terapeutica, ha indotto un cambiamento nella politica della gestione delle risorse. Le linee guida dell’EMA, della SIF, dell’AIFA e direttive regionali, garantiscono un più ampio accesso ai farmaci biosimilari volte al contenimento della spesa. Questi risparmi abbassano il costo complessivo delle cure, e possono essere riallocati al fine di garantire l’accesso dei pazienti al trattamento con farmaci innovativi. Materiali e metodi. È stato analizzato il consumo di eritropoietine a somministrazione settimanale dispensate dalla SC Farmacia dell’Istituto Tumori di Napoli nel periodo 2010-2014. Per il trattamento delle anemie nel 2010 sono stati spesi € 250’589,97, nel 2011 € 283’751,46, nel 2012 € 301’780,80. Da quando l’epoietina α biosimilare è stata resa disponibile insieme al consumo degli brand si è fortemente contratta anche la spesa: nel 2013 € 159’947,24, nel 2014 € 132’269,38. È stato ipotizzato un modello di gestione delle epoietine basato interamente sul consumo dei biosimilari a più basso costo, stimando il risparmio annuo e rapportandolo su trattamenti innovativi. Risultati. Ipotizzando che fossero state utilizzate solamente epoietine biosimilari, ogni anno si sarebbe ottenuto un ipotetico risparmio da poter riutilizzare comprando farmaci innovativi a costo più elevato rispetto alle classiche terapie antineoplastiche: nel 2010 si sarebbero risparmiati € 106’194,88, nel 2011 € 115’482,49, nel 2012 € 160’567,20, nel 2013 € 56’274,44, nel 2014 € 29’784,58. Conclusioni. Con i risparmi ipoteticamente ricavati si sarebbero potuti così effettuare: 49 trattamenti con Vemurafenib 240mg, oppure 153 trattamenti con Pertuzumab 420mg o Abilaterone 250mg, 115 con Everolimus 30mg o 57 con Dabrafenib 75mg. Questo è un dato rilevante, all’alba dell’immissione in commercio di nuovi biosimilari.
ER  -   
