TY  -  JOUR
AU  -  Monti, Ida
AU  -  Serio, Carmela Simona
AU  -  Russo, Carmela
AU  -  Amato, Gerardino
AU  -  Contino, Luigi
AU  -  Biondi, Raimondo
AU  -  Perrella, Alessandro
AU  -  Carotenuto, Filomena
AU  -  Coppola, Ciro
AU  -  Miele, Anna
AU  -  Padiglione, Umberto
AU  -  Paradiso, Franco
AU  -  Pellone, Giuseppina
AU  -  Saturnino, Paola
T1  -  Antimicrobial Stewardship per la sorveglianza <BR>e il controllo delle infezioni da Clostridium difficile
PY  -  2016
Y1  -  2016-03-01
DO  -  10.1704/2242.24162
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  62
IS  -  2
SP  -  77
EP  -  80
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/2242.24162
N2  -  Riassunto. Il Clostridium difficile è un batterio anaerobio sporigeno che risiede nell’intestino di adulti e bambini; come conseguenza la diarrea da clostridio si sviluppa quando la flora batterica intestinale viene alterata, quasi sempre dopo un trattamento antibiotico. Negli ultimi anni (a partire dal 2011), è stato evidenziato un aumento di casi in Unità Operative dell’AORN Antonio Cardarelli di Napoli; il Comitato Infezioni Ospedaliere ed il relativo Gruppo Operativo, nell’ambito del programma di Antimicrobial Stewarship, hanno elaborato nel 2014 il “Protocollo operativo sulla sorveglianza e il controllo delle infezioni da Clostridium difficile”, con l’obiettivo di ridurne l’insorgenza. In conformità a quanto indicato nel documento, il Farmacista, componente del gruppo di lavoro, ha effettuato un monitoraggio dei fattori predisponenti di casi segnalati nell’anno 2014, ponendo l’attenzione sulla terapia antibiotica allo scopo di limitare i trattamenti inappropriati e quindi le diarree clostridio correlate. L’analisi delle terapie antibiotiche, (in profilassi medica nel 80% dei casi) ha rilevato che i principi attivi più coinvolti sono: il ceftriaxone (38%) o i chinolonici (ciprofloxacina o levofloxacina 29%), spesso associati (nel 90% dei pazienti) agli inibitori di pompa protonica che rappresentano una categoria di farmaci favorente l’infezione. L’applicazione del protocollo nell’anno 2014 ha portato ad una riduzione degli infetti: i pazienti coinvolti nel 2015 sono diminuiti del 34% rispetto all’anno precedente.
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