TY  -  JOUR
AU  -  Azara, Luana
AU  -  Mele, Matteo
AU  -  Moretti, Maria Grazia Rita
AU  -  Sanna, Maria Elena
AU  -  Moretti, Mario Domenico Luigi
T1  -  Management del paziente affetto da beta talassemia:<BR>analisi delle terapie ferro-chelanti
PY  -  2016
Y1  -  2016-09-01
DO  -  10.1704/2460.25750
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  62
IS  -  5
SP  -  244
EP  -  250
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/05/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/2460.25750
N2  -  Riassunto. La beta talassemia è una emopatia ereditaria caratterizzata dalla ridotta o assente sintesi dell’emoglobina, che determina alterazioni nel trasporto dell‘ossigeno, con conseguente stato anemico e sintesi compensatoria di progenitori eritroidi immaturi. I pazienti talassemici richiedono pertanto frequenti trattamenti trasfusionali associati alla somministrazione di farmaci chelanti del ferro, indispensabili per minimizzare gli effetti dannosi da accumulo del ferro e favorire il miglioramento e l’allungamento della vita del paziente. I chelanti utilizzati sono la deferoxamina, somministrata per infusione endovenosa lenta e i trattamenti orali a base di deferiprone e deferasirox, ugualmente efficaci e sicuri nel ridurre i valori di ferritina sierica, per i pazienti intolleranti o a bassa compliance alla deferoxamina. L’analisi dei trattamenti ferro-chelanti prescritti ai pazienti in carico assistenziale presso la Clinica Pediatrica della AOU Sassari, nel periodo compreso tra gennaio 2011 e dicembre 2015, ha permesso di definirne le diverse strategie terapeutiche utilizzate ed il loro impatto economico in funzione delle caratteristiche della popolazione trattata. I dati ottenuti evidenziano che la popolazione esaminata ha un’età non tipicamente pediatrica ed è rappresentata in maggioranza da pazienti età compresa tra i 30 e i 40 anni, ai quali è correlata la quota di spesa più elevata. La strategia terapeutica maggiormente utilizzata è la monoterapia con deferasirox, che comporta anche i maggiori costi per il Servizio Sanitario Nazionale, essendo responsabile circa dell’80% della spesa dei ferro-chelanti. L’incidenza dei costi della terapia chelante, atta a minimizzare gli effetti dannosi dovuti all’accumulo di ferro nei pazienti talassemici politrasfusi ed a garantire l’allungamento delle attese di vita ed il miglioramento della sua qualità, è correlata agli schemi di trattamento utilizzati, a loro volta dipendenti dalle caratteristiche dei pazienti e dalla risposta terapeutica in termini di efficacia e sicurezza.
ER  -   
