TY  -  JOUR
AU  -  Lacerenza, Leonardo Gianluca
AU  -  Peluso, Emanuela
AU  -  Polichetti, Giuliano
AU  -  Gedda, Monica
AU  -  Ghini, Monica
AU  -  Savelli, Grazia
AU  -  Lazzeri, Loredana
AU  -  Ravagni, Stefano
AU  -  Bartololongo Iannuzzi, Luigi
AU  -  Dei, Simona
AU  -  Lena, Fabio
T1  -  Procedura di decontaminazione chimica e microbiologica<BR>del laboratorio Unità Farmaci Antiblastici (UFA)
PY  -  2018
Y1  -  2018-01-01
DO  -  10.1704/2873.28979
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  64
IS  -  1
SP  -  2
EP  -  8
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/04/30
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/2873.28979
N2  -  Riassunto. Introduzione. Uno dei problemi più comuni da affrontare nel laboratorio Unita Farmaci Antiblastici (UFA) è la decontaminazione chimica e microbiologica, sia per una corretta preparazione dei farmaci antiblastici sia per la sicurezza del personale addetto alla preparazione. Non esiste una linea guida univoca per la decontaminazione ma più metodi e non tutti con la stessa efficacia, maneggevolezza e sicurezza. Lo scopo del nostro studio è quello di validare un metodo semplice, efficace e sicuro per la decontaminazione chimica e microbiologica del laboratorio UFA. Le linee guida per la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti a chemioterapici antiblastici in ambiente sanitario individuano come farmaci indicatori per la rilevazione dei composti chimici, la Ciclofosfamide, il 5-Fluorouracile e i composti di coordinazione del platino. Materiali e metodi. La nostra metodica di decontaminazione prevede ad inizio giornata l’utilizzo di Alcool a 70° con un tempo di contatto pari a un minuto, mentre a fine giornata NaOH 0,05 M per un tempo pari a 5 minuti; in seguito un disinfettante a base di polifenoli 0,4% per 5 minuti infine Alcool 70° per 1 minuto. Risultati. Tutti i contaminanti chimici presi in esame come i composti di coordinazione del Platino, la Ciclofosfamide e il 5-Fluorouracile in molti punti non sono stati rilevati. Risultati simili sono stati raggiunti anche per la contaminazione batterica risultata non rilevata. Conclusioni. Riteniamo che la metodica da noi approntata sia un metodo valido per la decontaminazione sia chimica che microbiologica per gli ambienti del laboratorio UFA e risulta essere di facile applicazione, meno nociva ed irritante per le vie aeree degli operatori. In futuro si cercherà di migliorare i risultati, in particolare per i composti chimici, incrementando i tempi di contatto tra solvente basico e superfici oppure aumentando la concentrazione di NaOH.
ER  -   
