TY  -  JOUR
AU  -  Bellizzi, Marco
T1  -  Cannabinoidi e malattia di Alzheimer
PY  -  2019
Y1  -  2019-07-01
DO  -  10.1704/3205.31818
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  65
IS  -  4
SP  -  251
EP  -  254
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/05/31
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/3205.31818
N2  -  <br><br>Riassunto<br><br>
I sintomi neuropsichiatrici (NPS) aggravano in maniera accentuata la gestione della malattia di Alzheimer (AD) impattando in maniera negativa sulla qualità della vita di pazienti e caregiver. L’agitazione rappresenta uno dei sintomi a maggior prevalenza e persistenza nella AD. L’approccio non farmacologico è raccomandato in prima linea di trattamento per il controllo degli NPS, ma è limitato da un effetto tardivo e talvolta da una mancanza di efficacia per gli stati d’agitazione severa e di aggressività. Sebbene i farmaci siano ampiamente utilizzati per trattare gli NPS nell’AD, nessuno di essi, ad oggi, è stato approvato dalla FDA per tale indicazione. Nonostante ciò, la classe di farmaci più utilizzata è rappresentata dagli antipsicotici, associati, tuttavia, ad una maggiore mortalità e ad un maggiore rischio di eventi cerebrovascolari. Nella pratica clinica, è sorta la necessità di avere a disposizione farmaci che si rivelino più efficaci e, soprattutto, più sicuri e tollerabili. Vi è un crescente interesse verso il potenziale terapeutico dei derivati cannabinoidi i quali comprendono il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) ed il cannabidiolo (CBD).
ER  -   
