TY  -  JOUR
AU  -  Camilletti, Susanna
AU  -  Lacerenza, Leonardo Gianluca
AU  -  Petrucci, Elisa
AU  -  Bindi, Michele
AU  -  Picchianti, Monica
AU  -  Lena, Fabio
T1  -  Contenimento economico con l’utilizzo dei farmaci biosimilari etanercept, infliximab, adalimumab
PY  -  2019
Y1  -  2019-09-01
DO  -  10.1704/3250.32189
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  65
IS  -  5
SP  -  281
EP  -  286
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/04/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/3250.32189
N2  -  Riassunto. Introduzione. Per il trattamento delle malattie infiammatorie croniche sono ad oggi disponibili inibitori del tumor necrosis factor α (anti-TNFα), quali etanercept, adalimumab e infliximab, che hanno determinato un significativo controllo della patologia associato a un miglioramento della qualità della vita. L’obiettivo dell’analisi è quantificare il contenimento dei costi sulla spesa sanitaria nell’Azienda Sanitaria, dove il biosimilare è risultato aggiudicatario e monitorare la sicurezza di questi farmaci. Materiali e metodi. Raccolta dati da Business Object, i prezzi dei farmaci, aggiornati ad Aprile 2019 sono stati presi mediante Sistema Dinamico di Acquisizione, Regione Toscana. L’estrapolazione dei dati è stata condotta analizzando le prescrizioni da parte dei reparti di Reumatologia, Dermatologia e Gastroentrologia dei farmaci Enbrel, Humira, Remicade in confronto con i rispettivi farmaci biosimilari Benepali, Imraldi, Flixabi nel periodo Gennaio - Aprile 2019. Le reazioni avverse sono state esaminate consultando la banca dati di Farmacovigilanza. Risultati. Considerando i costi dei farmaci, dall’analisi economica risulta che se nel periodo considerato, fossero stati utilizzati gli originali invece dei biosimilari le spese sarebbero state: Enbrel 373.749 €, Remicade 50.670,88 € e Humira 344.916 €, utilizzando i biosimilari la spesa per Benepali è stata 124.168 €, Flixabi 12.458,16 € e Imraldi 107.454,6 €. Risparmio totale di 525.255,12 €. Discussione. La biosimilarità viene dimostrata attraverso l’esercizio di comparabilità, con studi che individuano le eventuali differenze di qualità tra il biosimilare e l’originator ed assicurano che non ci siano differenze cliniche rilevanti in termini di sicurezza ed efficacia tra i due prodotti. AIFA non ha incluso i biosimilari nelle liste di trasparenza escludendo così la sostituibilità automatica, ma afferma anche che il rapporto rischio-beneficio dei biosimilari è il medesimo di quello degli originatori di riferimento, considerandoli come prodotti intercambiabili con gli originator, tale considerazione vale tanto per i pazienti naive quanto per i pazienti già in cura, la scelta di trattamento rimane affidata al medico prescrittore. Conclusioni. Dagli effetti avversi riscontrati i biosimilati risultano abbastanza sicuri, il contenimento delle spese è stato notevole con un risparmio totale di 525.255,12 €. Per rendere sostenibile l’approccio dell’utilizzo dei farmaci biologici sempre più costosi la proposta dei biosimilari come prima linea di trattamento dei pazienti naive, l’intercambilità sulle indicazioni terapeutiche principali originator-biosimilare rappresentano un utile strumento da adottare dalle aziende sanitarie che andranno ad utilizzare il prodotto economicamente più vantaggioso per il SSN.
ER  -   
