TY  -  JOUR
AU  -  Muzzoni, Massimo
AU  -  Becciu, Antonella Maria Francesca
T1  -  Analisi della persistenza alla terapia ormonale adiuvante (Tamoxifene/Inibitori dell’aromatasi) nelle pazienti affette<br>da cancro al seno
PY  -  2020
Y1  -  2020-05-01
DO  -  10.1704/3396.33781
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  66
IS  -  3
SP  -  119
EP  -  124
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/05/31
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/3396.33781
N2  -  Riassunto. Introduzione. La non persistenza alla terapia farmacologica è una problematica globale che minaccia la salute della popolazione. Livelli sub ottimali di persistenza causano una riduzione della sopravvivenza e generano complicazioni del quadro clinico. Bassi livelli di persistenza sono stati osservati nelle pazienti con cancro al seno in trattamento con terapia ormonale (Tamoxifene/Inibitori dell’aromatasi). Questi bassi livelli di persistenza sono correlati alla lunga durata della terapia, la cui durata ottimale è di almeno 5 anni, ma che in alcuni casi si può protrarre fino a 10 anni. Lo scopo di questo lavoro è analizzare la non persistenza alla terapia ormonale in un campione non selezionato costituito da donne con cancro al seno, monitorate per un periodo di tempo compreso fra 5 e 10 anni. Ulteriore scopo del lavoro è mostrare i fattori correlati alla non persistenza al termine del 5° anno di osservazione. Materiali e metodi. Questa analisi retrospettiva si basa su una coorte di 1.565 donne naïve per la terapia ormonale nel periodo tra il 1° Gennaio 2009 e il 30 Giugno 2014. Queste pazienti sono state seguite fino al 30 giugno 2019. La non persistenza è stata calcolata con il metodo di Kaplan-Meier usando il gap di 90 giorni come parametro. Le variabili associate alla non persistenza sono state calcolate utilizzando il modello di regressione multivariata di Cox. Risultati. Il 62,4% delle pazienti che ha iniziato la terapia ormonale è stata identificata come non persistente al termine del 5° anno di osservazione. Il 92,5% è stata individuata come non persistente al termine del 10° anno di follow-up. Il 31,1% delle pazienti ha proseguito la terapia dopo il 5° anno e il 78,8% di esse la ha interrotta durante il 6° anno. L’analisi del rischio mostra che le pazienti che hanno cambiato farmaco durante il periodo di follow-up (switching terapeutico) avevano meno possibilità di interrompere la terapia [HR: 0,71 95% CI (0,617; 0,821)]. Conclusioni. La percentuale di non persistenza calcolata al termine del 5° anno si sovrappone a quella calcolata da altri studi analoghi. La prosecuzione di terapia dopo il 5° anno è una strategia terapeutica diffusa, nonostante le pazienti che la adottano interrompono la terapia ormonale prima del 10° anno.
ER  -   
