TY  -  JOUR
AU  -  D’Avino, Angela
AU  -  Della Costanza, Chiara
AU  -  Lamesta, Chiara
T1  -  Utilizzo degli antibiotici e antimicrobico-resistenza<br>
in epoca Covid-19: review
PY  -  2022
Y1  -  2022-07-01
DO  -  10.1704/3889.38712
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  68
IS  -  4
SP  -  256
EP  -  267
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/3889.38712
N2  -  Riassunto. L’emergenza causata dalla drammatica ondata di casi di COVID-19 ha seriamente messo alla prova la capacità degli ospedali di implementare o mantenere programmi di gestione antimicrobica. La difficile gestione dei pazienti Covid-19, ha aggravato la problematica dell’antibiotico-resistenza, portando ad un aumento dell’uso empirico degli antibiotici, delle resistenze e della spesa farmaceutica. Obiettivo del presente lavoro è descrivere l’impatto della pandemia causata dal nuovo coronavirus SARS-CoV2 sulla prescrizione di antibatterici, per informare e comprendere le criticità della gestione antimicrobica nelle sfide future in medicina. Vi sono stati molti cambiamenti nei modelli di prescrizione degli antibatterici durante la pandemia dato che le caratteristiche cliniche della grave infezione respiratoria SARS-CoV2 erano simili a quelle causate dai batteri. Per aumentare la consapevolezza sull’uso prudente degli antimicrobici, nel maggio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato una guida provvisoria sulla gestione clinica di COVID-19 nella quale non raccomanda la terapia o la profilassi antibiotica per i pazienti con COVID-19 lieve o moderato, ma consiglia il trattamento antibiotico empirico per i pazienti con COVID-19 grave. Inoltre AIFA nel gennaio 2022 ha ribadito che l’Azitromicina non è né approvata né raccomandata per il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19. È stata condotta una revisione sistematica per valutare l’uso di antibiotici nei pazienti COVID-19. La review ha mostrato chiaramente che l’Azitromicina era l’agente antibatterico più frequentemente utilizzato durante la pandemia sebbene i suoi effetti sui virus mancano di prove. Insieme all’Azitromicina, durante la pandemia, sono stati utilizzati altri antibiotici come Cefuroxima, Doxiciclina, Tigeciclina, Ceftazidima/Avibactam sodico, Ceftarolina fosamil, Ceftolozano/Tazobactam, Dalbavancina, Linezolid, Daptomicina, Cefiderocol e Meropenem-Vaborbactam. Tuttavia, l’analisi rivela chiaramente che l’Azitromicina e le cefalosporine sono stati gli antibiotici più frequentemente utilizzati nonostante l’evidenza di bassi tassi di coinfezione batterica. Per contrastare l’amplificazione delle infezioni da batteri Multi-Drug Resistant (MDR), che il Covid-19 sta producendo, è necessario lavorare per stimolare l’adozione delle buone pratiche assistenziali, sulla base del profilo di rischio del paziente e considerare quindi l’utilizzo dei nuovi antibiotici secondo raccomandazioni certe. La supervisione da parte dei farmacisti ospedalieri migliora la gestione del rischio clinico, la sicurezza del paziente, l’ottimizzazione delle cure nell’ottica dell’appropriatezza prescrittiva e l’efficace gestione della spesa. Il farmacista in un team multidisciplinare, collaborando con l’infettivologo, può contribuire ad indirizzare le scelte terapeutiche per il corretto e appropriato uso dei farmaci antibiotici, per concorrere, come professionista sanitario, al raggiungimento del comune obiettivo di contenimento delle resistenze batteriche.
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