TY  -  JOUR
AU  -  Palozzo, Angelo C.
AU  -  Marchi, Alberto
T1  -  Allestimento di farmaci oncologici: problemi di stabilità pratici e clinici
PY  -  2008
Y1  -  2008-03-01
DO  -  10.1704/382.4461
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  54
IS  -  2
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/05/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/382.4461
N2  -  I farmaci oncologici somministrati in infusione ev richiedono la personalizzazione dei dosaggi di specialità medicinali. Le diluizioni e le ripartizioni rendono il preparato un galenico magistrale. La limitata disponibilità di dosaggi di alcune specialità in commercio può generare scarti di produzione che aggravano i costi già elevati. Per conservare i residui si richiede che sia garantita la stabilità chimico-fisica e quella microbiologica dei prodotti. Le informazioni sulla stabilità “in uso” delle specialità ( in-use stability) sono fornite sia dal produttore (scheda tecnica) sia dalla letteratura. In carenza di omogeneità nei risultati occorre far riferimento alla normativa vigente e alle linee-guida di organismi internazionali (EMEA, ICH). La sicurezza microbiologica è il presupposto per le successive valutazioni di stabilità chimico-fisica e deve essere garantita da uno stretto controllo di qualità nella produzione. Il bortezomib, il docetaxel e il paclitaxel, il pemetrexed, la gemcitabina sono prodotti di cui in letteratura si rileva un grado di stabilità più elevato rispetto a quanto indicato dal produttore. I biofarmaci sono più suscettibili alle alterazioni e costituiscono un capitolo a parte, anche se per alcuni (per es., aldesleukina) si dimostra una buona stabilità nel tempo. Il farmacista può utilmente intervenire con la valutazione della in-use stability e attraverso un’attenta organizzazione prevedendo la centralizzazione, la sincronizzazione dei trattamenti più costosi e l’uso di bassi dosaggi, quando resi disponibili dai produttori.
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