TY  -  JOUR
AU  -  Ruccolo, Maria Grazia
T1  -  Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA): 
monitoraggio dei principali patogeni responsabili e aderenza alle direttive aziendali
PY  -  2025
Y1  -  2025-09-01
DO  -  10.1704/4602.46087
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  71
IS  -  5
SP  -  331
EP  -  339
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/03/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/4602.46087
N2  -  Riassunto. Introduzione. Un uso inappropriato di antibiotici e un ingiustificato protrarsi della profilassi peri-operatoria hanno determinato un progressivo incremento dell’antibiotico resistenza. Partendo dalla classificazione AWaRe degli antibiotici adottata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è stata condotta un’analisi per valutare i consumi degli antibiotici e le Infezioni Correlate all’Assistenza (ICA). Materiali e metodi. Sono stati estrapolati i dati relativi al consumo degli antibiotici gruppi Watch e Reserve per i quali esiste una modalità di prescrizione restrittiva con modulistica dedicata utilizzando un foglio di calcolo Excel, riferiti al periodo 1° gennaio-31 dicembre 2022. Sono stati estrapolati dal gestionale aziendale i dati di consumo in regime ordinario gruppo Access degli agenti antimicrobici (classificazione J01) riferiti a tutte le UUOO di un Presidio Ospedaliero di I livello del Molise, raggruppate per Aree Medica, Chirurgica e Critica. Risultati. Su un totale di 183 moduli di richiesta antibiotici pervenuti, l’antibiotico più utilizzato è il meropenem del gruppo dei carbapenemi (94 moduli), seguito dalla tigeciclina del gruppo delle glicilcicline (33 moduli) e dal linezolid del gruppo degli ossazolidinoni (24 moduli). Il 73,2% degli antibiotici è stato somministrato come terapia empirica e solo il 26,8% come terapia mirata su antibiogramma. Dagli antibiogrammi forniti per le richieste mirate sono stati riscontrati 11 microorganismi responsabili di infezioni correlate all’assistenza: più frequenti Enterococco (9 pazienti); a seguire Pseudomonas Aeruginosa (8 pazienti) e Staphylococcus Aureus (7 pazienti). Le ICA presenti in maggior numero sono le Batteriemie/Sepsi CVC relate e non CVC relate (46 pazienti), seguite dalle Infezioni a cute e tessuti molli (24 pazienti). I dati di consumo di tutti gli antibiotici per via iniettiva (classificazione ATC J01), dispensati sia in regime ordinario Access group sia in modalità restrittiva Watch/Reserve group, indicano che per l’Area Chirurgica il maggior consumo è stato di cefalosporine di 1° generazione (cefazolina, 6.800 unità dispensate), per l’Area Critica di penicilline e inibitori delle beta-lattamasi (piparcillina/tazobactam, 1.800 unità dispensate), per l’Area Medica di cefalosporine di 3° generazione (ceftriaxone, 4.600 unità dispensate). Conclusioni. Il primo pilastro per affrontare il problema delle ICA in ambito ospedaliero è l’uso appropriato degli antibiotici. Dotarsi di un sistema di sorveglianza il cui ruolo centrale è svolto dal farmacista ospedaliero rappresenta un elemento fondamentale per un efficace programma di controllo.
ER  -   
