TY  -  JOUR
AU  -  Casano, Giuseppe
AU  -  Pellegrino, Nicola
T1  -  Analisi sull’utilizzo di anticorpi monoclonali per il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19 in una azienda ospedaliera universitaria
PY  -  2025
Y1  -  2025-09-01
DO  -  10.1704/4602.46088
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  71
IS  -  5
SP  -  340
EP  -  351
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/05/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/4602.46088
N2  -  Riassunto. Introduzione. La pandemia da SARS-CoV-2 ha coinvolto un ampio numero di individui con un elevato tasso di malattia e mortalità. La proteina spike, che si trova sulla superficie di SARS-CoV2, svolge una funzione di estrema importanza nello sviluppo dell’infezione e nella patogenesi virale, ed è il bersaglio degli anticorpi monoclonali oggetto della nostra analisi. L’obiettivo dell’analisi retrospettiva è quello di analizzare l’utilizzo degli anticorpi monoclonali per il trattamento di pazienti con COVID-19. Inoltre, è stato valutato l’esito della terapia con anticorpi monoclonali nei pazienti ospedalizzati e non ospedalizzati. Materiali e metodi. I dati utilizzati in questo elaborato sono estrapolati da quattro fonti differenti, analizzando le prescrizioni web-based dal 1°dicembre 2021 al 31 agosto 2022: 1) sistema informatico aziendale, il software gestionale informatico utilizzato per la preparazione di farmaci antiblastici tramite il quale vengono analizzate, gestite ed elaborate le richieste di prescrizione; 2) sistema informatico di allestimento farmaci biologici, utilizzato per l’allestimento delle terapie con farmaci biologici, al fine di analizzare le preparazioni del farmaco tocilizumab; 3) sito dell’AIFA, nei cui nei report vengono riportati i dati di utilizzo di tutti gli anticorpi monoclonali per COVID-19 suddivisi per tipologia di anticorpo; 4) piattaforma “Servizi Online dell’AIFA”, sezione Registri dei farmaci sottoposti a monitoraggio. I dati vengono estrapolati visualizzando tutti i registri compilati per la patologia selezionata. Risultati. Sono state analizzate 375 preparazioni allestite presso il laboratorio UFA: l’anticorpo più utilizzato è il sotrovimab. Sono state effettuate 192 preparazioni in totale, rispetto alle 98 dell’associazione casirivimab-imdevimab, le 63 di tocilizumab e le 22 preparazioni dell’associazione bamlanivimab-etesevimab. Il consumo di sotrovimab raddoppia nel mese di febbraio rispetto a gennaio, da 9 preparazioni allestite a 20, e si mantiene costante durante i successivi tre mesi. Nei mesi di giugno e luglio il consumo subisce un ulteriore incremento tra il 152 e il 258% rispetto al mese precedente, da 19 a 49 preparazioni allestite. Dall’analisi effettuata possiamo osservare che l’88% dei pazienti trattati, 266 pazienti, con uno dei farmaci non abbia avuto un peggioramento del decorso clinico. Conclusioni. I risultati mostrano che l’anticorpo monoclonale più utilizzato per il trattamento di pazienti con COVID-19, nel periodo di analisi, sia in Italia in generale sia presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria siciliana in particolare, è stato il sotrovimab. Infatti, questo sembra mantenere una adeguata attività neutralizzante contro la variante Omicron. Possiamo affermare che il trattamento con gli anticorpi oggetto dell’analisi si è rivelato efficace. Tuttavia, è necessario proseguire nello sviluppo di nuovi anticorpi monoclonali in previsione delle nuove varianti emergenti e della probabile conseguente perdita parziale di efficacia delle terapie a oggi disponibili.
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