TY  -  JOUR
AU  -  Croce, Davide
AU  -  Zovi, Andrea
AU  -  Dentali, Francesco
AU  -  Ladisa, Vito
AU  -  Franzin, Michela
AU  -  Convenga, Francesca
AU  -  De Nardo, Francesco
AU  -  Rizzardini, Giuliano
T1  -  Fidaxomicina nella gestione dell’infezione da Clostridioides difficile (CDI): evidenze dalla letteratura e implicazioni per il contesto italiano
PY  -  2026
Y1  -  2026-07-01
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  72
IS  -  4
SP  -  331
EP  -  336
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/08/09
N2  -  Riassunto. Introduzione. L’infezione da Clostridioides difficile (CDI) è una delle principali cause di infezioni correlate all’assistenza sanitaria, con un’incidenza stimata in Italia tra 5,3 e 5,6 casi per 10.000 giornate di degenza e un tasso di recidiva fino al 30% dopo il primo episodio. Le recidive determinano un incremento del consumo di risorse ospedaliere, con impatto su durata della degenza, misure di isolamento e costi di riammissione. Le linee guida internazionali raccomandano fidaxomicina come terapia di prima linea per la superiore efficacia nella prevenzione delle recidive rispetto a vancomicina; il maggiore costo di acquisizione rende necessaria una valutazione del suo valore farmacoeconomico. Obiettivo del presente lavoro è sintetizzare le principali evidenze cliniche e farmacoeconomiche relative all’impiego di fidaxomicina nella CDI, con particolare riferimento alle implicazioni per il contesto italiano. Materiali e metodi. È stata condotta una sintesi narrativa non sistematica della letteratura su PubMed/Scopus (gennaio 2011-dicembre 2024). Sono stati inclusi studi clinici randomizzati controllati, studi osservazionali in pratica clinica reale e analisi farmacoeconomiche (analisi di costo-efficacia e di impatto sul budget) confrontanti fidaxomicina vs vancomicina in pazienti adulti. Le evidenze internazionali sono statae integrate con i risultati di un modello farmacoeconomico pubblicato, sviluppato nella prospettiva del Servizio Sanitario Regionale lombardo. Risultati. Gli studi randomizzati controllati hanno dimostrato la non inferiorità di fidaxomicina rispetto a vancomicina in termini di guarigione clinica, con una riduzione assoluta delle recidive di 10-14 punti percentuali, confermata dagli studi in pratica reale. Le analisi farmacoeconomiche condotte in quattro contesti europei (Scozia, Germania, Francia, Spagna) mostrano un profilo favorevole, con condizioni di dominanza nei pazienti a maggiore rischio di recidiva. L’analisi italiana ha evidenziato valori di Incremental Cost-Effectiveness Ratio (ICER) compresi tra 24.644 e 45.395 euro, con un risparmio netto annuo regionale di circa 1,3 milioni di euro, corrispondente a 4.726 giornate di degenza evitate. Conclusioni. Fidaxomicina presenta un profilo clinico ed economico favorevole nel trattamento della CDI, in particolare nei pazienti anziani, oncologici e con episodi ricorrenti. L’adozione di criteri di appropriatezza prescrittiva basati sul rischio di recidiva può rappresentare uno strumento essenziale per il farmacista ospedaliero, consentendo di massimizzare il valore del trattamento nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
ER  -   
