TY  -  JOUR
AU  -  Digiuseppe, Fiorella
AU  -  Forgia, Mariarita La
AU  -  Centrone, Elisabetta
AU  -  Stasi, Antonia
AU  -  Brudaglio, Sabino
AU  -  D’Aprile, Luigia
T1  -  Gestione del rischio clinico nel paziente dializzato
PY  -  2009
Y1  -  2009-09-01
DO  -  10.1704/466.5492
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  55
IS  -  5
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/05/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/466.5492
N2  -  L’insufficienza renale cronica (IRC) è una patologia la cui incidenza nella popolazione mondiale è notevolmente aumentata negli ultimi decenni ed è dovuta a una progressiva riduzione del numero di nefroni, che rende il rene incapace di svolgere le sue fondamentali funzioni escretoria ed endocrina. L’emodialisi interviene come procedura alternativa di depurazione del sangue, con la rimozione  delle sostanze tossiche e di scarto, mediante il passaggio attraverso una  membrana semi-permeabile. I cateteri venosi centrali (CVC) trovano largo impiego in gran parte delle terapie endovenose in oncologia, in NTP, ma anche nell’emodialisi. Nel nostro ospedale dializzano 52 pazienti, 15 di loro sono portatori di CVC a lungo termine. Si è valutato quali siano i fattori di rischio a cui sono maggiormente esposti i pazienti portatori di CVC e i piani di azione correttiva da adottare al fine di ridurre il verificarsi delle infezioni e delle occlusioni. Tra questi il corretto posizionamento eseguito da personale medico specializzato, la terapia anticoagulante orale e il lavaggio del catetere con soluzione fisiologica hanno ridotto la percentuale degli eventi trombotici e l’utilizzo di urochinasi. Il lavaggio delle mani, e l’applicazione di protocolli operativi per la corretta gestione delle branche del CVC, hanno ridotto notevolmente l’incidenza di infezioni batteriche. Lo scopo di questo lavoro è quello di dimostrare come la standardizzazione delle procedure e l’attento controllo di ogni singolo passaggio, mentre si assistono i pazienti affetti da patologie, sono necessari per salvaguardare la salute del paziente e garantire la massima qualità delle prestazioni in ragione di un minimo rischio di danno, che sono obiettivi primari e imprescindibili per una sanità.
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