TY  -  JOUR
AU  -  Santarelli, Emanuela
AU  -  Benni, Andrea
AU  -  Palmarocchi, Augusta
AU  -  Pasqualini, Rita
AU  -  Capesciotti, Renata
AU  -  Fioretti, Massimo
T1  -  Valutazione della continuità prescrittiva nel percorso ricovero-dimissione-terapia domiciliare attraverso lo sviluppo di un modello di tracciabilità del farmaco
PY  -  2009
Y1  -  2009-11-01
DO  -  10.1704/489.5801
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  55
IS  -  6
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/03/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/489.5801
N2  -  Introduzione. L’obiettivo del nostro lavoro è quello di sviluppare un modello in grado di valutare la corrispondenza dei principi attivi somministrati in degenza, prescritti in dimissione e dispensati in farmaceutica convenzionata al fine di stimare l’aderenza prescrittiva per i pazienti ricoverati nelle UUOO di Nefrologia e Neurologia dell’ASUR Marche Zona Territoriale n. 11 di Fermo nel periodo luglio-ottobre 2007. Materiali e metodi. Il processo operativo permette di effettuare, in maniera automatizzata, il confronto tra i principi attivi assunti dai pazienti durante l’episodio ospedaliero, in dimissione e in farmaceutica convenzionata e il calcolo dei contatori delle corrispondenze osservate. Il sistema calcola come risultato i rapporti tra i tre contatori di corrispondenza ottenuti e i principi attivi presenti nei DB Busterspid e Dimissioni, in modo da poter effettuare in termini percentuali di corrispondenza la valutazione della continuità terapeutica ospedale-territorio. Risultati. Sono stati presi in considerazione 57 pazienti dell’UO di Neurologia e 65 dell’UO di Nefrologia. Per il primo gruppo, il 51% dei pazienti ha un’elevata percentuale (dal 75 al 100%) di aderenza terapeutica ospedale-territorio, per il secondo gruppo solo il 30% dei pazienti rientra nel range di aderenza 75-100%. Pazienti nefrologici, i dializzati e quelli che hanno ricevuto un trapianto di rene sono stati analizzati separatamente in quanto tutta la terapia farmacologica viene consegnata direttamente dalla farmacia ospedaliera (legge 405/2001). Conclusioni. L’analisi ha rilevato comportamenti prescrittivi, da parte dei Medici di Assistenza Primaria (MAP), difformi rispetto a quanto indicato dallo specialista ospedaliero. Per entrambi i gruppi dei dimessi delle due UUOO, solo circa il 70% di essi ha raggiunto un’aderenza terapeutica ospedale-territorio accettabile (sopra il 50%). Il farmacista ospedaliero dovrà indagare sulle cause che determinano queste discontinuità terapeutiche ponendosi come interlocutore tra il medico ospedaliero e il MAP, allo scopo di migliorare la comunicazione tra professionisti, con fine ultimo la tutela della salute del paziente.
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