TY  -  JOUR
AU  -  Vighi, Elena
AU  -  Poggi, Laura
AU  -  Vittoni, Alessandra
AU  -  Dossi, Giuliana
T1  -  Farmacoutilizzazione delle statine nell’ASL VCO
PY  -  2011
Y1  -  2011-01-01
DO  -  10.1704/751.8500
JO  -  Bollettino SIFO
JA  -  Boll SIFO
VL  -  57
IS  -  1
SP  -  63
EP  -  71
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  0037-8798
Y2  -  2026/06/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1704/751.8500
N2  -  Riassunto. A livello territoriale, i farmaci dell’apparato cardiovascolare risultano essere di gran lunga i più prescritti sia in termini di spesa sia in termini di quantità; in particolare le statine, con il progressivo riconoscimento della loro importanza nella prevenzione cardiovascolare, presentano un trend in continuo aumento. Questo lavoro vuole evidenziare le criticità legate al trattamento ipocolesterolemizzante con l’impiego di statine; si vuole valutare l’appropriatezza prescrittiva tramite l’analisi della popolazione trattata, della continuità terapeutica e delle interazioni farmacologiche. Sono state esaminate le prescrizioni di statine (ATC: C10AA, C10BA) nell’ASL VCO nel periodo gennaio 2008-dicembre 2009 con l’ausilio dei database amministrativi. La spesa totale sostenuta dal SSN per la terapia ipocolesterolemizzante nel 2009 è pari a € 3.098.764,33 (+16,44% rispetto all’anno precedente). Nel 2009 sono stati trattati con inibitori dell’HMG-CoA reduttasi 13.514 pazienti, pari al 10,37% degli assistiti dell’ASL VCO. La fascia con età maggiore di 45 anni è quella alla quale vengono prescritte maggiormente le statine. L’utilità di un trattamento ipocolesterolemizzante negli anziani rappresenta un problema aperto: il 5,97% delle donne in trattamento (403 pazienti) ha un’età maggiore di 85 anni. La prevalenza dei pazienti diabetici tra gli utilizzatori di statine è stata stimata intorno al 22,12% benché il trattamento ipocolesterolemizzante in pazienti diabetici sia fortemente indicato (prevenzione secondaria). È emerso, inoltre, come elevato sia il numero di donne trattate in prevenzione primaria e come solo il 38,92% della popolazione in esame abbia avuto un’alta aderenza alla terapia. Aumentando il periodo di esame diminuisce il numero di pazienti che mantiene il trattamento. Tra le probabili cause di interruzione di terapia ci si è soffermati sugli effetti collaterali dovuti alla possibile interazione farmacologica di medicinali cosomministrati agli inibitori dell’HMG-CoA reduttasi. I risultati dello studio sono serviti per la realizzazione di un “protocollo per il trattamento dell’ipercolesterolemia” in ambito aziendale. L’impiego non appropriato di statine comporta il non raggiungimento dell’obiettivo terapeutico di riduzione degli eventi cardiovascolari e il conseguente spreco di risorse che invece potrebbero essere utilizzate per trattare un numero maggiore di pazienti.
ER  -   
