Fentanyl e furti di farmaci: cosa imparare e come utilizzare oggi le linee guida PADLOck

arturo cavaliere

Presidente SIFO

I fatti sono noti a tutti: tra il 22 e il 24 giugno sono state sottratte in modo doloso circa 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma. Il furto è avvenuto senza “apparente scasso”. Le istituzioni e le forze dell’ordine si sono immediatamente mobilitate, anche perché il fentanyl rappresenta ormai su scala mondiale una nuova e drammatica emergenza nell’ambito delle sostanze psicotrope. Vale la pena ricordare a questo proposito che il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri già nl 2024 si è dotato di un “Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici” realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, nel quale si puntualizza che il fentanyl «è un potente oppioide sintetico con impiego analgesico e anestetico. Come analgesico, ha effetti simili a quelli della morfina, ma è da 50 a 100 volte più potente di quest’ultima e 30-50 volte più potente dell’eroina. […] Può essere usato a scopo voluttuario impiegando sia prodotti distratti dal mercato farmaceutico, sia prodotti clandestini e distribuiti attraverso i mercati illegali della droga». Insomma: ci troviamo di fronte a un prodotto molto richiesto sul mercato delle sostante stupefacenti e che può essere “proposto agli utilizzatori” anche a seguito di furti ospedalieri.

Nei giorni immediatamente successivi all’evento dell’Ospedale Israelitico, SIFO è stata convocata presso il Ministero della Salute insieme agli specialisti di anestesia e rianimazione. In un momento di grande attenzione mediatica abbiamo anche rilasciato alcune dichiarazioni ai media nazionali e in ogni nostro intervento abbiamo ricordato la forza anticipatrice e lungimirante del Progetto PADLOck (Progetto di Adeguamento Dei Livelli di sicurezza delle farmacie Ospedaliere contro il rischio di furti e definizione di standard tecnici) messo a punto dalla nostra Società scientifica tra il 2014 e il 2015.1

A seguito di un lavoro di collaborazione con AIFA e i NAS, SIFO ha presentato PADLOck come documento accurato per affrontare a livello nazionale il problema della sicurezza del farmaco negli ospedali. In quel momento, a partire dagli studi condotti da Transcrime (Joint Research Centre on Transnational Crime - Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dell’Università degli Studi di Trento), sapevamo che in Italia tra il 2006 e il 2014 un ospedale su 10 aveva registrato furti di farmaci. Il progetto PADLOck, condotto da un Gruppo di Lavoro interdisciplinare – e anticipato dal prezioso Decalogo NAS-SIFO2 per la prevenzione dei furti di farmaci ospedalieri – aveva quindi come obiettivo principale la stesura di una linea guida per le Farmacie Ospedaliere, ovvero la predisposizione di uno strumento per valutare il livello di sicurezza della propria struttura e per pianificare secondo una logica progettuale gli interventi necessari a garantire il massimo ritorno in termini di efficacia ed efficienza.

In quel documento erano comprese le Raccomandazioni (Capitolo 4, pag.34) che SIFO proponeva per alzare i livelli di sicurezza:

verifica di coordinamento dei diversi fattori concorrenti alla sicurezza globale;

adeguare le procedure di accesso ai locali “sensibili”: definizione di personale strettamente autorizzato;

adeguare infissi e protezioni perimetrali;

adeguare l’impiantistica presente (sensori e centraline) con aggiornamenti tecnologici (se necessario);

completare l’installazione di sensori a protezione delle aree oggi non coperte;

installare o verificare il funzionamento del sistema TV Circuito Chiuso;

elevare l’attenzione di tutto il personale al problema sicurezza e verificare la gestione di codici e password;

verificare la catena di intervento in caso di “allarme” (istituto di vigilanza, Polizia o Carabinieri);

verificare l’esistenza e la correttezza dei contratti di manutenzione dei sistemi e dei contratti di servizio con gli Enti preposti alla gestione degli allarmi.

Sono trascorsi oltre dieci anni dalle linea guida PADLOck e dal Decalogo NAS-SIFO e tantissime realtà ospedaliere hanno seguito le nostre Raccomandazioni. Nel frattempo “l’emergenza furti” non ha diminuito la sua incidenza: si pensi solo al fatto che i furti di farmaci, spesso mirati a prodotti ad alta rivendibilità sul mercato illecito, sono stati oltre 1.490 nel 2024. Giungiamo così all’oggi e alla considerazione che è quanto mai necessario rafforzare le misure di custodia.

Una cosa è certa: le strutture ospedaliere che hanno adottato integralmente il manuale PADLOck si sono dotate di sistemi di sicurezza avanzati ed efficaci. Videosorveglianza, controllo degli accessi, anche con riconoscimento biometrico, allarmi perimetrali e procedure per la registrazione del passaggio di consegne tra gli operatori, così da identificare sempre chi ha in custodia i farmaci presenti nei reparti ospedalieri, sono elementi che fanno la differenza e tendenzialmente proteggono da azioni di malintenzionati.

Concludo sottolineando che in Italia ci sono oggi circa mille ospedali, tra pubblici e privati accreditati e il fenomeno dei furti non tende a sparire e potenzialmente li coinvolge tutti. È evidente che non tutti gli ospedali italiani hanno adottato a oggi i protocolli previsti in PADLOck. Ciò significa che abbiamo due priorità: la prima consiste nel far sì che le misure di sicurezza siano adottate ovunque – e crediamo che oggi sia necessario che queste misure vengano adottate in modo capillare, su tutto il territorio e non solo nelle farmacie ospedaliere e nei servizi farmaceutici territoriali, ma anche nei reparti e nelle sale operatorie dove vengono utilizzati farmaci che, pur essendo indispensabili a fini terapeutici, possono essere oggetto di uso improprio o illecito – con celerità e convinzione; la seconda (che riguarda da vicino la nostra Società scientifica) concerne l’impegno, che ho già annunciato anche presso le Istituzioni, che SIFO proceda con un puntuale aggiornamento del manuale PADLOck. Ne sentiamo tutti la necessità, anche alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi.

BIBLIOGRAFIA

1. Brasola L, La Bella F, Pani M, Rossi E, Turchetti G (a cura di). Linee guida per la sicurezza delle Farmacie Ospedaliere. I manuali SIFO. Pisa: Edizioni Il Campano, 2018. Disponibile su: https://short.do/BQbERA [ultimo accesso 27 luglio 2026].

2. Decalogo NAS-SIFO per la prevenzione e la gestione dei furti dei farmaci nei servizi farmaceutici ospedalieri e territoriali. Disponibile su: https://short.do/TB-oxr [ultimo accesso 27 luglio 2026].