Corso residenziale regionale SIFO “La Farmaceutica Territoriale tra sostenibilità, innovazione e nuovi scenari per il paziente cronico: resoconto di un evento formativo SIFO” – Napoli, 22 maggio 2026

ANDREA CIACCIA1, MARIANTONIA COSTANZO2, ANNA LUCIA D’ANGELO2, MARIA GIOVANNA D’APICE2, FRANCESCA GUERRIERO2, MANUELA LADANZA2, RAFFAELE MAIELLO2, RAFFAELE PETTI2, ANTONIO ROMANO2, SIMONA SAGGIOMO2

1Coordinatore Nazionale SIFO Area Scientifico-Culturale “Continuità delle cure e delle relazioni tra i setting assistenziali”, 2SIFO Area Scientifico-Culturale “Continuità delle cure e delle relazioni tra i setting assistenziali”

INTRODUZIONE

La gestione del paziente cronico, fragile e politrattato rappresenta una delle principali sfide per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), in un contesto caratterizzato da invecchiamento della popolazione, incremento della multimorbilità, crescita della spesa farmaceutica e disponibilità di terapie innovative ad alto impatto clinico ed economico. In tale scenario, la Farmaceutica Territoriale assume un ruolo strategico nella governance dell’appropriatezza prescrittiva, della sostenibilità, della continuità ospedale-territorio e dei nuovi modelli di sanità di prossimità.

Il presente contributo descrive i principali contenuti emersi nel corso residenziale regionale SIFO “La Farmaceutica Territoriale tra sostenibilità, innovazione e nuovi scenari per il paziente cronico”, svoltosi a Napoli il 22 maggio 2026, curato dall’Area Scientifico-Culturale SIFO “Continuità delle cure e delle relazioni tra i setting assistenziali” e dalla Segreteria Regionale SIFO Campania. Dalle relazioni è emersa la necessità di coniugare l’accesso all’innovazione con strumenti di programmazione, monitoraggio e valutazione degli esiti. Le nuove terapie per diabete, dislipidemie e rischio cardiovascolare offrono rilevanti opportunità cliniche, ma richiedono percorsi strutturati di selezione dei pazienti, continuità assistenziale e appropriatezza d’uso. Nei pazienti fragili e politrattati, aderenza terapeutica, revisione periodica dei trattamenti e deprescrizione rappresentano strumenti fondamentali di sicurezza e qualità delle cure. Le esperienze territoriali presentate hanno evidenziato il ruolo del farmacista dei servizi farmaceutici territoriali nei percorsi di prossimità, nella riconciliazione terapeutica, nella distribuzione diretta e domiciliare, nell’integrazione con i setting previsti dal DM 77/2022 e nell’utilizzo di piattaforme digitali per il governo dei processi. La Farmaceutica Territoriale non può più essere interpretata come funzione prevalentemente erogativa, ma come leva di governo clinico, organizzativo ed economico, contribuendo alla costruzione di modelli più equi, integrati e orientati ai bisogni del paziente cronico.

SOSTENIBILITÀ DELLA SPESA FARMACEUTICA E ACCESSO ALL’INNOVAZIONE

La prima parte dell’evento ha affrontato il tema della sostenibilità della spesa farmaceutica e dell’accesso all’innovazione, con particolare riferimento alle nuove terapie per il paziente cronico, metabolico e cardiovascolare.

“La spesa farmaceutica tra sostenibilità e accesso all’innovazione”
Relazione di Eugenio Di Brino

La relazione di Eugenio Di Brino – ricercatore ALTEMS, Co-Founder & Partner Altems Advisory, spin-off universitario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – ha introdotto il tema della sostenibilità della spesa farmaceutica in rapporto all’accesso all’innovazione e alla necessità di nuovi strumenti di governance.

Il relatore ha evidenziato come la crescita della spesa sanitaria e farmaceutica sia sostenuta da più fattori concomitanti: invecchiamento della popolazione, aumento delle patologie croniche, ampliamento dei bisogni assistenziali e disponibilità di tecnologie sanitarie sempre più avanzate. In tale contesto, il tema della sostenibilità non può essere interpretato esclusivamente come contenimento della spesa, ma deve essere collegato alla capacità del sistema di valutare il valore prodotto dall’innovazione.

In questa prospettiva, la valutazione dell’innovazione richiede strumenti capaci di integrare sostenibilità economica, appropriatezza d’uso e misurazione degli esiti. Il tema non è soltanto garantire l’accesso alle nuove terapie, ma assicurare che tale accesso avvenga all’interno di percorsi governati, monitorabili e orientati al valore prodotto per il paziente e per il sistema. Il messaggio centrale della relazione è stato che l’innovazione, per essere realmente sostenibile, deve essere governata attraverso programmazione, valutazione degli esiti, misurazione del valore e capacità di allocare le risorse in modo coerente con i benefici prodotti per il paziente e per il sistema.




“Area malattie metaboliche e cardiovascolari: nuovi approcci terapeutici per la terapia del paziente affetto da diabete”
Relazione di Katherine Esposito

La relazione di Katherine Esposito – Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Avanzate, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” – ha approfondito l’evoluzione della moderna diabetologia.

È stato evidenziato come la diabetologia moderna si muova oggi oltre il semplice controllo della glicemia; le nuove classi terapeutiche, in particolare gli inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio di tipo 2, gli agonisti del recettore del GLP-1 e i dual agonist GLP-1/GIP, consentono oggi di agire non solo sul controllo glicemico, ma anche sulla protezione cardiovascolare, renale e metabolica. La disponibilità di molecole capaci di incidere sul peso corporeo, sulla progressione della malattia renale cronica, sul rischio di scompenso cardiaco e sulla protezione d’organo rende necessario un approccio più ampio alla presa in carico del paziente diabetico. Tale scenario richiede però criteri di appropriatezza, selezione corretta dei pazienti, monitoraggio degli esiti e integrazione tra specialisti, medici di medicina generale, farmacisti del SSN e dei servizi farmaceutici territoriali. La relazione ha quindi posto in evidenza come la moderna diabetologia miri sempre più alla modificazione precoce della storia naturale della malattia, con l’obiettivo di prevenire complicanze e migliorare la qualità della vita del paziente.

“Dislipidemie e rischi cardiovascolari: efficacia delle nuove terapie farmacologiche”
Relazione di Giovanni Esposito

La relazione di Giovanni Esposito – Ordinario, Direttore UOC Cardiologia, Emodinamica e UTIC, Dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate, Università degli Studi di Napoli “Federico II” – ha affrontato il tema del rischio cardiovascolare associato al colesterolo LDL. Il relatore ha richiamato il ruolo causale del LDL-C e delle lipoproteine contenenti ApoB nella progressione della malattia aterosclerotica, sottolineando l’importanza dell’esposizione cumulativa al colesterolo LDL nel determinare il rischio cardiovascolare. Il principio “the lower is better” si associa sempre più al principio “the earlier is better”: ridurre precocemente e in modo significativo il LDL-C può modificare la traiettoria del rischio cardiovascolare nel lungo periodo. Le nuove strategie terapeutiche, incluse le terapie di combinazione, ezetimibe e gli inibitori di PCSK9, offrono oggi maggiori possibilità di raggiungere target più ambiziosi nei pazienti ad alto e altissimo rischio. Tuttavia, anche in questo ambito, l’innovazione farmacologica richiede percorsi strutturati di eleggibilità, appropriatezza prescrittiva, continuità terapeutica e monitoraggio degli esiti.

“Aderenza terapeutica e deprescrizione: nuove metodologie e strumenti di supporto decisionale intelligente”
Relazione di Luca Pasina

Luca Pasina – Ricercatore presso il Laboratorio di Farmacologia Clinica e Appropriatezza Prescrittiva, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS – ha introdotto un tema particolarmente rilevante per il paziente cronico fragile e politrattato. Nei pazienti anziani, la complessità terapeutica espone a rischi significativi: interazioni farmacologiche, eventi avversi, cascata prescrittiva, burden terapeutico, riduzione dell’aderenza e peggioramento della qualità della vita. In tale contesto, la deprescrizione non rappresenta una semplice riduzione del numero di farmaci, ma un processo clinico strutturato, multidisciplinare e centrato sul paziente. La revisione periodica della terapia consente di identificare farmaci non più necessari, trattamenti potenzialmente inappropriati, farmaci ad alto rischio anticolinergico o responsabili di eventi avversi. Il contributo del farmacista del SSN, in collaborazione con il medico e con gli altri professionisti sanitari, può essere determinante per migliorare sicurezza, appropriatezza e sostenibilità dei percorsi terapeutici.

“Analisi prescrittive di farmaci antidiabetici in 3 ASL della Campania”
Relazione di Francesca Guerriero

La relazione di Francesca Guerriero – Farmacista ASL Avellino, componente dell’Area Scientifico-Culturale SIFO “Continuità delle cure e delle relazioni tra i setting assistenziali” – ha rappresentato un esempio concreto di utilizzo dei dati real-world per la governance dell’appropriatezza prescrittiva. Lo studio, focalizzato in particolare su semaglutide e tirzepatide, ha analizzato i comportamenti prescrittivi in tre ASL campane, prendendo in considerazione elementi quali il profilo dei pazienti trattati, la precedente esposizione ad antidiabetici, il raggiungimento dei target e la coerenza tra dosaggi prescritti e raccomandazioni d’uso.




La relazione ha evidenziato come i dati di real-world evidence possano trasformarsi in strumenti di governo clinico e organizzativo, consentendo di individuare variabilità prescrittive, aree di potenziale inappropriatezza e opportunità di audit tra aziende sanitarie. Il dato prescrittivo, se correttamente letto e condiviso, diventa quindi uno strumento operativo per orientare le decisioni e migliorare l’uso appropriato dell’innovazione terapeutica.

SANITÀ DI PROSSIMITÀ E CONTINUITÀ OSPEDALE-TERRITORIO

La seconda parte del convegno è stata dedicata alla sanità di prossimità, alla continuità assistenziale e alle esperienze regionali di presa in carico del paziente cronico in transizione tra ospedale e territorio.

“Sanità di prossimità e continuità ospedale-territorio”
Relazioni di Claudia Corbo e Armando Esposito Perfetto

Claudia Corbo – Specialista Ambulatoriale di Oncologia, ASL Benevento – e Armando Esposito Perfetto – Dirigente Farmacista, ASL Benevento – hanno presentato due prospettive complementari sulla presa in carico del paziente fragile nei setting territoriali e intermedi dell’ASL di Benevento. Gli interventi hanno evidenziato come il percorso del paziente oncologico e cronico complesso debba svilupparsi lungo un continuum assistenziale che comprende ospedale, territorio, assistenza domiciliare, cure palliative e Hospice. In tale contesto, l’oncologia territoriale e le cure palliative rappresentano strumenti fondamentali per garantire continuità della presa in carico, qualità della vita e supporto al paziente e alla famiglia. L’esperienza della ASL Benevento ha inoltre mostrato il valore dell’integrazione del farmacista del SSN nei setting previsti dal DM 77/2022. L’analisi dei pazienti ricoverati in Hospice ha evidenziato una rilevante complessità farmacologica, con frequenti interazioni clinicamente significative e criticità legate a rischio anticolinergico, sedazione, depressione respiratoria e prolungamento del QT. L’utilizzo di strumenti come criteri STOPP-Frail, ACB score e diario terapeutico consente al farmacista di contribuire alla riconciliazione terapeutica, alla prevenzione degli eventi avversi e alla sicurezza delle cure. L’esperienza conferma quindi il ruolo clinico-organizzativo del farmacista dei servizi farmaceutici territoriali nei nuovi setting territoriali e intermedi, a supporto della qualità, della continuità e della sostenibilità dei percorsi di cura del paziente cronico e fragile.

“Sanità di prossimità in azione: le esperienze in Regione Campania”
Relazione di Nello Giugliano

La relazione di Nello Giugliano – Dirigente Farmacista dell’ASL Salerno – ha descritto un modello sperimentale, sviluppato nelle aree interne della provincia di Salerno, con particolare riferimento all’area del Cilento, denominato “Botteghe di Comunità”. Il progetto, inserito nel quadro del DM 77/2022 e della Missione 6 del PNRR, ha valorizzato strumenti quali Botteghe della Comunità, Ospedale di Comunità, Centrale Operativa Territoriale, ospedale per acuti e telemedicina. L’obiettivo è rafforzare l’assistenza territoriale, ridurre il travel burden dei pazienti, favorire la presa in carico domiciliare e promuovere una sanità di iniziativa. Il modello ha previsto l’integrazione tra specialisti, farmacisti ospedalieri, farmacisti territoriali, infermieri, cure primarie e caregiver, con particolare riferimento a pazienti ematologici in trattamento di mantenimento o consolidamento. La definizione di indicatori di volume, processo ed esito rappresenta un elemento qualificante, perché consente di misurare l’efficacia organizzativa del modello e la sua potenziale replicabilità.

“Farmaceutica territoriale e prossimità: un modello organizzativo integrato per il paziente cronico”
Relazione di Andrea Ciaccia

Andrea Ciaccia – Direttore UOC Farmacia Territoriale, ASL Avellino, Coordinatore Nazionale SIFO Area Scientifico-Culturale “Continuità delle cure e delle relazioni tra i setting assistenziali” – ha presentato un modello organizzativo sviluppato a partire dal caso dei sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM). Il progetto ha posto al centro tre obiettivi: semplificare l’accesso del paziente cronico ai beni sanitari, integrare prescrizione specialistica, verifica farmaceutica, logistica ed erogazione, e rendere il modello replicabile in altri percorsi assistenziali. Il caso dei CGM è stato utilizzato come ambito pilota per costruire un percorso unico, tracciabile e orientato alla prossimità. La proposta ha valorizzato l’integrazione tra piano terapeutico digitale, piattaforme regionali, telemedicina e consegna domiciliare, individuando nella centralizzazione della gestione amministrativo-farmaceutica uno strumento per ridurre accessi fisici, disomogeneità operative e frammentazione dei processi. In questa prospettiva, la prossimità non coincide soltanto con la vicinanza geografica del servizio, ma con la capacità del sistema di organizzare intorno al paziente un percorso semplificato, tracciabile e governato dal SSN.

VIGILANZA FARMACEUTICA, FARMACEUTICA CONVENZIONATA E PIATTAFORME DIGITALI

La terza parte dell’evento ha approfondito i temi della vigilanza farmaceutica, della farmaceutica convenzionata e della digitalizzazione dei processi amministrativo-contabili e assistenziali.

“La vigilanza farmaceutica sul territorio: analisi critica e proposte di revisione normativa”
Relazione di Paola Minghetti

Paola Minghetti – del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Università degli Studi di Milano – ha affrontato un tema strategico per l’evoluzione del sistema. La vigilanza farmaceutica è stata presentata non solo come attività di controllo, ma come strumento di garanzia della qualità e della continuità della prestazione farmaceutica. È stata richiamata la necessità di distinguere i diversi livelli di vigilanza – produzione, distribuzione intermedia, dispensazione e somministrazione – e di aggiornare strumenti e procedure alla luce dell’evoluzione della farmacia dei servizi e dell’ampliamento delle responsabilità professionali. Particolare attenzione è stata dedicata all’esigenza di verbali omogenei, protocolli condivisi, piattaforme di supporto e modelli ispettivi capaci di favorire il miglioramento continuo. La relazione ha quindi evidenziato la necessità di una revisione normativa e organizzativa che renda la vigilanza più coerente con i nuovi assetti dei servizi territoriali e con l’integrazione crescente tra pubblico e privato convenzionato.

“Strumenti e innovazioni nella farmaceutica convenzionata: dalla distinta elettronica informatizzata alle nuove piattaforme digitali”
Relazione di Sofia Castellani

Sofia Castellani – Dirigente Farmacista della AUSL di Ferrara – ha presentato l’esperienza regionale dell’Emilia-Romagna. Il portale regionale SiSEP, le dashboard di monitoraggio, la reportistica dinamica e il Portale SOLE rappresentano strumenti attraverso i quali la farmaceutica convenzionata può essere governata in modo più tempestivo, analitico e orientato all’appropriatezza. La disponibilità di report aziendali, distrettuali, di nucleo e individuali per Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta consente di monitorare spesa, consumi in Dosi Definite Giornaliere, indicatori storici e profili prescrittivi.




La relazione ha mostrato come la digitalizzazione possa diventare realmente innovativa solo quando consente di connettere professionisti, dati e percorsi di cura. Non è quindi il software, in sé, a produrre innovazione, ma la capacità del sistema di trasformare i dati in decisioni e le informazioni in strumenti di governo.

“Gestione conciliazione online squadrature contabili”
Relazione di Giorgia Palmieri

Giorgia Palmieri – Direttore SC Servizio Farmaceutico ATS Monza Brianza – ha illustrato il modello lombardo di digitalizzazione della rendicontazione e della tariffazione delle prestazioni rese dalle farmacie convenzionate. Il Portale Unico della Farmaceutica consente la condivisione dei dati delle ricette dematerializzate e cartacee tra farmacia e ATS di competenza, il confronto tra valori tariffati dal farmacista e valori ritariffati dal sistema, la visualizzazione delle differenze contabili e la gestione delle relative procedure di recupero o conciliazione. L’elemento più significativo del modello è il passaggio da una logica di contenzioso a una logica di conciliazione, pur mantenendo distinta la responsabilità tra controllore e controllato. La digitalizzazione diventa così uno strumento di trasparenza, collaborazione, riduzione dei tempi e maggiore efficienza nel rapporto tra farmacie convenzionate e Servizio Sanitario Regionale.

“Farmaceutica convenzionata: dalla DCR informatizzata alle nuove piattaforme digitali”
Relazione di Francesca Sonnante

Francesca Sonnante – Dirigente Farmacista del Dipartimento Gestione del Farmaco, ASL Bari – ha presentato l’esperienza della Regione Puglia. La digitalizzazione della distinta contabile riepilogativa e la gestione delle ricette elettroniche rappresentano un passaggio fondamentale per semplificare i processi di liquidazione, ridurre l’utilizzo della documentazione cartacea e migliorare il controllo dei flussi. La relazione ha inoltre approfondito il tema dei dispositivi medici per l’assistenza domiciliare integrata, evidenziando le criticità dei modelli tradizionali: assenza di un portale unico, flussi cartacei, errori interpretativi, complessità logistica, spazi di stoccaggio limitati e mancata integrazione tra gli attori. Il progetto di DPC digitale, con magazzino unico centralizzato, coinvolgimento delle farmacie di comunità, tracciabilità e archivio digitale, rappresenta un modello orientato alla semplificazione del percorso del paziente fragile e alla maggiore uniformità dell’assistenza.

Il ruolo delle infrastrutture digitali regionali e dell’ecosistema SINFONIA
Relazione di Giuseppe Borriello

Giuseppe Borriello – Dirigente So.Re.Sa. S.p.A., Società Regionale per la Sanità, Regione Campania – ha illustrato il ruolo delle infrastrutture digitali regionali e dell’ecosistema SINFONIA. So.Re.Sa. è stata presentata come società strumentale della Regione Campania per la razionalizzazione della spesa sanitaria, lo sviluppo di modelli organizzativi innovativi, il supporto alla trasformazione digitale del Servizio Sanitario Regionale e la gestione delle piattaforme regionali. L’ecosistema SINFONIA rappresenta una piattaforma integrata e interoperante, finalizzata a centralizzare i flussi informativi sanitari e a supportare operatori, cittadini e amministrazioni. Particolare attenzione è stata dedicata alle funzionalità relative alla prevenzione, alla piattaforma vaccinale, agli screening oncologici, ai servizi territoriali in farmacia, al monitoraggio delle attività e al controllo centralizzato della spesa farmaceutica. Le piattaforme digitali regionali si configurano quindi come vere infrastrutture di governo, capaci di integrare programmazione, monitoraggio, assistenza territoriale e presa in carico del cittadino.

CONCLUSIONI

Il corso residenziale ha restituito una visione ampia e moderna della Farmaceutica Territoriale. Dalle relazioni è emerso come il farmacista dei servizi farmaceutici territoriali sia sempre più chiamato a operare in una dimensione trasversale, nella quale competenze tecnico-professionali, capacità di lettura dei dati, governo dell’appropriatezza, conoscenza dei percorsi assistenziali e utilizzo delle piattaforme digitali diventano elementi inscindibili. Il paziente cronico, fragile e politrattato rappresenta il punto di convergenza di molte trasformazioni: innovazione terapeutica, crescita della spesa, sanità di prossimità, evoluzione della farmacia dei servizi, telemedicina, digitalizzazione dei processi, continuità ospedale-territorio e necessità di monitorare gli esiti. In tale scenario, la Farmaceutica Territoriale non può più essere considerata soltanto una funzione distributiva. Essa rappresenta una leva strategica di governo clinico, organizzativo ed economico, capace di orientare le scelte del sistema, sostenere l’appropriatezza prescrittiva, garantire equità di accesso, promuovere sicurezza delle cure e contribuire alla sostenibilità del SSN.

Il messaggio conclusivo dell’evento è che la prossimità non coincide semplicemente con la collocazione fisica dei servizi sul territorio, ma con la capacità del sistema di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura, integrando professionisti, dati, procedure, piattaforme e responsabilità. In questa prospettiva, il Servizio Farmaceutico Territoriale assume un ruolo centrale nella costruzione di modelli assistenziali più equi, sostenibili, innovativi e realmente orientati ai bisogni del cittadino.